Someplace Else

Michael Jackson e i suoi Simboli – Past, Present and Future

  • Il 19 luglio si è giocata a New York la finale del Fifa World Cup 2026 tra Spagna e Argentina, e non hanno mancato neanche questa volta l’occasione di sfoggiare davanti al mondo intero simbologie e rituali.
    Mi è sembrato questa volta di assistere a una cerimonia di attesa per quello avverrà nel futuro.
    Per una maggiore comprensione, vi invito a leggere sul blog l’analisi sulla cerimonia di apertura.

    Ma andiamo con ordine.
    La cerimonia si apre con l’inquadratura del palco a forma di un pentagono rovesciato.
    Il primo performer a esibirsi è IShowSpeed, accompagnato da un gruppo di percussionisti che suonano e ballano in maniera molto concitata come in una danza tribale.
    In alcuni momenti della canzone, lo stesso IShowSpeed sembra quasi “tarantolato” e ipnotizzato dalla musica.
    Anche in questa cerimonia, così come in quella di apertura, sono presenti i colori oro e nero.
    IShowSpeed inizia la sua esibizione in un gioco di prospettiva, come se fosse seduto sul cornicione di una finestra di un palazzo.
    A un certo punto “fa cadere” la palla d’oro che tiene in mano. Ovviamente per far capire la prospettiva. Potrebbe però fare intendere anche qualcosa che avverrà in futuro? (Foto 1)

    Successivamente con un cambio di angolazione IShowSpeed si alza. Può rappresentare magari un cambio di prospettiva nel vedere qualcosa da un altro punto di vista? (Foto 2)

    A differenza della cerimonia di apertura, quasi tutti i cantanti sono vestiti con colori diversi dal rosso: bianco, blu, oro.
    La tesi del cambio di prospettiva è rafforzata da queste inquadrature.
    Hanno voluto far vedere qualcosa da un punto di vista inusuale: la prospettiva dal basso.
    Infatti è il punto di vista di qualcuno che, in mezzo a dei grattacieli e monumenti, guarda verso l’alto.
    Cosa guarda? Un sole!
    E qui ritorniamo al tema principale della cerimonia di apertura: il culto del sole, in cui gli aztechi sacrificavano vite umane per far continuare a risplendere il sole.
    Qui il sole è rappresentato dal pallone, che a sua volta rappresenta il palco.
    Quindi potrebbe proprio voler dire che il sole è stato “sostituito” e rimpiazzato dal pallone/palco in termini sacrificali.
    In pratica: gli aztechi compivano sacrifici per compiacere il sole; l’élite compie sacrifici per accumulare potere usando il calcio.

    Può inoltre poter rappresentare l’eclissi che avverrà il prossimo 12 agosto?

    Un’ulteriore osservazione: il campo da calcio con questa prospettiva sembra quasi un portale che si affaccia al “sotto” in una sorta di metaverso sottosopra. Come sopra, così sotto. (Foto 2)
    E ovviamente non può mancare la piramide degli Illuminati con l’occhio onniveggente rappresentato dal pallone/palco.
    Qui vediamo che IShowSpeed indossa una spilla che rappresenta il Faravahr. (Cerchio 1)
    Il Faravahar è il simbolo più noto dello zoroastrismo, l'antica religione monoteista degli Imperi persiani, e rappresenta oggi il principale emblema culturale e identitario del popolo iraniano.
    Richiama il libero arbitrio dell’essere umano nel decidere tra il Bene e il Male.
    È associato anche alla figura di Ahura Mazda, il dio supremo portatore di luce, ordine e bene universale.

    Ricordiamo che IShowSpeed è un famoso youtuber statunitense che viene spesso considerato una sorta di ambasciatore culturale per la sua abitudine di mostrare usi e costumi di diversi Paesi a un pubblico globale.

    La foto mostra inoltre i ballerini che urlano all’unisono. Uno di essi, invece di urlare, mostra il simbolo degli Illuminati. (Cerchio 2)
    Bisogna dire che un po’ tutto lo spettacolo è contornato da urla corali, richiami, incitazioni, ritmi tribali, ecc. come a richiamare l’attenzione di qualcuno o qualcosa.
    Per l’esibizione di Post Malone e Swae Lee c’è decisamente troppo fuoco.
    Fiamme che fuoriescono dagli edifici, esplosioni, fumo.
    Qui vediamo Swae Lee indossare una giacca gialla con il logo del marchio “Flower Boy” con evidenti fiamme. Quindi altro fuoco.
    Come detto nell’analisi della cerimonia di apertura, il fiore (flower), ricorda la Guerra Dei Fiori, in cui gli aztechi catturavano prigionieri da sacrificare al sole estraendo loro il cuore.
    Il marchio sul petto esalta questa tesi.
    Jennifer Hudson che canta l’inno americano.
    Nella classica prospettiva piramidale su un parallelepipedo (sembra quasi un cubo che affonda nell’acqua). (Foto 1)
    E quando la telecamera le gira attorno scoprendo la schiena, mi è venuto un brividino. Quella cucitura sulla spina dorsale la trovo piuttosto disturbante. (Foto 2)
    Robbie Williams, Nicole Scherzinger e Laura Pausini si esibiscono sul solito palco esagonale che abbiamo visto nelle cerimonie di apertura. (Foto 1)

    Robbie Williams indossa una catena al collo. Si sente legato o costretto in qualcosa? (Foto 3)
    È anche l’unico uomo a indossare il colore blu, colore riservato alle donne in questi Mondiali.
    E chissà se quel suo pugno alzato avrà delle conseguenze? (Foto 4)
    Così come Lila Downs aveva aperto le cerimonie con uno speech di apertura l’11 di giugno, Tom Cruise conclude la cerimonia, trasformandosi in una sorta di prete-celebrante vestito di nero su un altare, recitando un monologo che celebra il potere unificante del calcio.

    Mi ha colpito un particolare.
    Per tutto il monologo, l’unica volta che alza lo sguardo è quando dice: “Questa è l’unità”.
    Probabilmente guardava solo gli spalti riferendosi all’unione dei tifosi.

    […] “Quindi, mentre ci riuniamo per quest'ultimo capitolo, celebriamo un torneo che ha unito il mondo. Celebriamoci gli uni con gli altri. Questo è il calcio. Questa è l'unità. E questa... questa è la grandezza”.
    L’intervallo tra i due tempi della partita è stato molto atteso per via delle esibizioni di artisti del calibro di Madonna, Shakira, Justin Bieber e i BTS.
    Lo show è durato 11 minuti. E non è un caso che siano stati proprio undici i minuti.
    Madonna si esibisce con “Music”. L’esibizione inizia con l’inquadratura della Terra vista dallo spazio e con un crash-zoom arriva fino allo stadio dove si gioca la finale, per poi proseguire fuori dal campo (verso gli spogliatoi per intenderci), per arrivare fino a un pallone-mondo in una sorta di garage sotterraneo.
    Il concetto qui è piuttosto chiaro: si parte da una sfera nel macro (addirittura dal macro-cosmo, perché siamo oltre il pianeta Terra), e finiamo in un’altra sfera nel micro. Se prima avevamo il “come sopra, così sotto”, qui abbiamo il “come fuori, così dentro”.

    Ma non finisce. La sfera si apre ed esce Madonna. Quindi siamo ancora più dentro, nel micro-cosmo, come se Madonna fosse una specie di nucleo.
    D’altronde si sa, nell’industria musicale Madonna è la Sacerdotessa che funge da portavoce e celebrante.
    La vita inoltre inizia sempre dal micro, dall’interno. Quindi si potrebbe dire che Madonna, a livello metaforico, dà la vita.
    In sintesi è come se Madonna creasse nel piccolo e nell’occulto (il garage sotterraneo), qualcosa che poi si espande oltre ai confini della Terra.

    La sfera nel garage ha dei simboli che richiamano sicuramente il pallone ufficiale dei Mondiali, ma anche la triscele, che guarda un po’ è legata al sole e alla ciclicità della vita. (Foto 1)
    Madonna è posizionata esattamente tra le due semisfere, che a questo punto rappresentano la dualità, ma anche delle ali che partono dalla cantante. (Foto 2-3-4)
    Ecco due dettagli degni di nota.
    La prima è la targa con la scritta “maestro”. (Foto 1)
    Il maestro massone è il terzo e più alto grado della massoneria tradizionale (detta "azzurra"), successivo ad apprendista e compagno d'arte. Rappresenta colui che ha completato il percorso di crescita e possiede l'abilità di insegnare, guidare una loggia e presiedere i lavori rituali.
    Il Gran Maestro è la massima carica istituzionale che guida e rappresenta l'ordine verso l’esterno.

    Madonna si trova su questo veicolo (insieme ad altre persone che poi vedremo), mentre si dirige all’esterno del garage verso il mondo del calcio.
    Questo e quanto detto prima, credo che confermi il fatto che Madonna sia un maestro massone.

    Da notare anche il colore rosa, contrapposto all’azzurro (massoneria tradizionale).
    Anche qui è presente la dualità.
    Apro una piccola parentesi: a livello archetipico, il rosso è il colore appartenente alla sfera maschile, mentre il blu a quello femminile.
    Il rosa non è altro che un rosso sbiadito.
    Quindi quando una donna si ricopre del colore rosa, significa che porta con sé un’energia maschile, ma meno potente.

    (Bisognerebbe smetterla di ricoprire le bambine con il colore rosa e i bambini con il colore azzurro, a partire dal fiocco della nascita. Si stanno solo invertendo le energie!)

    Proseguendo con l’analisi, vediamo un vinile che rappresenta il nuovo album di Madonna, “Confessions On The Dance Floor” (Confessioni sulla pista da ballo). (Foto 2)
    Cosa vorrà confessare Madonna?

    Quando in un album c’è la parola “Dancefloor”, c’è sempre qualche significato nascosto, perché per un cantante la pista da ballo funge da altare sacrificale.

    Se volete, andate a leggere sul blog l’analisi sulla copertina “Blood On The Dancefloor” di Michael Jackson.
    A un certo punto del videoclip Madonna si trova su un veicolo insieme ad alcuni ballerini e a due grandi campioni di calcio del passato: i brasiliani Ronaldo e Ronaldinho.

    Quello che accomuna i due:

    - la somiglianza dei due nomi: Ronaldo e Ronaldinho
    - la nazione di provenienza: il Brasile
    - entrambi sono stati grandi giocatori in passato
    - entrambi mi sembrano fuori luogo

    Soprattutto Ronaldo è completamente spaesato e completamente fuori forma. Sembra quasi un rito di umiliazione.

    Piccola nota: un ballerino ha un triangolo tatuato sul braccio. (Cerchio in foto 1)
    Il veicolo potrebbe rappresentare Il Carro nei tarocchi.
    Il carro è l’arcano maggiore numero 7 e, in breve, rappresenta il successo, il trionfo, la determinazione e la capacità di controllare gli eventi attraverso la volontà e la disciplina.

    Similitudini tra la carte e il video di Madonna:

    - carro: macchina
    - principe: Madonna
    - le due sfingi: Ronaldo e Ronaldinho

    Il paraurti del veicolo ricorda la solita piramide degli Illuminati (al centro).
    Mentre i tubi che si estendono verso l’esterno ricordano il Bafometto.
    Madonna e i due giocatori escono sul campo mostrando i numeri sulle loro tute.
    Ovviamente i numeri di Ronaldo e Ronaldinho sono quelli che li hanno consacrati come grandi campioni, mentre Madonna si definisce con un 10.

    9-10-10

    Io personalmente ho subito pensato a una data: il 10 settembre 2026.

    Tenendo presente il metodo anglosassone, il 9 è il mese e il 10 il giorno.
    2026 —> 2+2+6 = 10

    Chissà se accadrà qualcosa il 10 settembre di quest’anno e magari in Brasile?

    Tutta la cerimonia è pregna di numerologia. Tanti 22 e 7.
    Chissà se il 22 luglio accadrà qualcosa?
    In quest’altra esibizione regnano i colori primari (con qualche tocco di viola-fucsia).
    Come accennavo prima, le coreografie sono caratterizzate da urla corali. (Foto 2)
    Questa scenografia del mondo-pallone (ancora esagoni e pentagoni), la trovo piuttosto insolita: perché mettere al centro l’Oceano Pacifico?
    Durante l’esibizione dei Muppets, i famosi pupazzi (e qui si potrebbe aprire una lunga parentesi sui pupazzi), si vede chiaramente che sulle due grancasse della batteria sono presenti due grafici che potrebbero rappresentare una rilevazione sismografica.
    Perché uno dei pupazzi indossa una fascia con la bandiera spagnola? (Cerchio)
    Ho cercato la controparte argentina, ma non c’è.
    Ricordiamo che la Spagna ha vinto questo Mondiale.

    In basso a destra si intravede ancora il sismografo.
    Con i BTS torniamo al colore rosso, come nella cerimonia di apertura.
    Li vediamo mostrare segni, come il segno del 666 (foto 1) e con l’aiuto dei ballerini le solite corna. (Foto 2).
    Come gran parte della cerimonia, è presente tanto elemento fuoco, dal rosso ai fuochi d’artificio, dalle scritte sui led ai testi delle canzoni (“accendilo”, “dinamite”, ecc.).
    E vedo molta città, palazzi e grattacieli. (Foto 3-4)
    Veniamo a Justin Bieber.
    Aiuto! Nonostante tutto quello che è saltato fuori su di lui, continuano a massacrarlo pubblicamente.
    Notiamo sul cartello la parola “BELIEBE” e “JB”. (Foto 1)

    La parola “beliebe” (7 lettere), assomiglia alla parola “belieber”, che è un gioco di parole usato dai fan di Justin Bieber per identificarsi in essi.
    Ma qui manca la “r”. In tedesco la parola “beliebe” è l’imperativo del verbo “belieben” che significa “desiderare”, “gradire” o “piacere”. E penso che sia inutile spiegare oltre.

    “JB” sono ovviamente le sue iniziali, ma stanno a indicare anche le colonne massoniche Jachin e Boaz, i due pilastri posti all’ingresso del Tempio di Salomone, che rappresentano gli opposti universali e la dualità del mondo che l’iniziato deve superare.
    Da notare che queste colonne sono presenti anche nella bandiera della Spagna (che ha vinto).

    Alla fine dell’esibizione sul led compare una strana figura maschile vestita di rosso, mentre piano piano Justin Bieber si defila.

    Tra tutti i performer, Bieber è l’unico vestito di verde, simbolo di rinascita e rigenerazione.
    Le colonne Jachin e Boaz e la bandiera spagnola.
    Shakira e Burna Boy si sono esibiti anche nella cerimonia di chiusura. Non spiegherò più di tanto di loro, perché ne ho già parlato nell’articolo precedente.
    Burna Boy stavolta veste di bianco e nero, i colori della dualità per eccellenza.
    I ballerini sono sempre vestiti di giallo.

    Questa esibizione può passare un po’ inosservata, ma se si osserva meglio, si può notare che gran parte dei ballerini sono tutti molto giovani, dei bambini/e.
    E vedere Shakira e Burna Boy che si esibiscono con balli molto sensuali in mezzo a loro per concludersi in un abbraccio, mi ha fatto pensare alla, ahimè, normalizzazione della se**ualità minorile, specie nei paesi africani.
    Avvicinandosi alla conclusione, arriva il momento più ipocrita di questo “spettacolo”, in perfetto stile americano: il momento “peace & love” con i bambini come protagonisti.
    Non voglio mettermi a fare politica, ma sappiamo bene tutti noi cosa il Governo americano è stato capace a fare ai danni dei bambini del resto del mondo (e non solo in questo periodo).

    Ma ci sarebbe una seconda chiave di lettura: quella che prevedevo nel mio articolo precedente sulla cerimonia di apertura.
    Per quest’ultimo evento avevo previsto la presenza di bambini, in quanto seguendo il calendario azteco, ci sarebbe stata la rappresentazione della “Piccola Festa dei Morti”, in cui si commemoravano i bambini defunti, e magari in questo caso proprio di quelli le cui morti sono state causate da loro.

    L’esibizione inizia con Pelé, un altro grande campione brasiliano. (Foto 1)
    Sempre presente la parola “goat”. E guarda caso, la bambina indossa occhiali da sole, il cui significato l’ho spiegato nel precedente articolo sulla cerimonia di apertura. (Foto 2)
    A tal proposito, rivedendo la cerimonia, ho notato una specie di scherzo musicale nel momento in cui i bambini dovevano cantare in coro, ma sono stati interrotti da alcune trombette. (Foto 2)
    Anche in questa occasione non è mancata tutta una serie di simbologia occulta, numerologia e ritualistica.
    Anche per la cerimonia di chiusura, le parole chiave sono: sole, fuoco, incendi, esplosioni e città, corna, ma anche prospettiva.

    Forse dobbiamo stare attenti al 10 settembre 2026 e al Brasile.

    Come al solito, le mie sono solo supposizioni… ma voi in ogni caso drizzate sempre le antenne!
  • Il giorno 11 giugno sono iniziati i Mondiali di Calcio, ospitati da tre Paesi: Messico, USA e Canada. Come ben sappiamo, ogni grande evento sportivo è preceduto da una cerimonia di apertura in cui si esibiscono vari performer. La maggioranza delle persone guarda questi eventi solamente come mero spettacolo di intrattenimento. Ma se si guarda con un occhio più attento, i loro scopi vanno ben oltre.

    Se ci pensate, ogni forma di rito (piccolo o grande che sia), richiede un raggruppamento di persone che si uniscono per dare la propria energia: la celebrazione di una messa, un matrimonio, un funerale, una festa di compleanno, un anniversario, ecc.

    Il rito può essere anche individuale, ma risulta meno potente.
    Oltre alla canalizzazione di energia, ogni rito ha delle caratteristiche comuni:

    - un altare (o un palco)
    - un mediatore (un sacerdote, un celebrante, o un presentatore)
    - oggetti sacri o simbolici
    - la musica che enfatizza le frequenze
    - un testo (una canzone, una preghiera, una mantra, una formula magica o un discorso) - la persona (o le persone), o animali oggetti del rito
    - le persone che vi assistono e che danno la loro energia

    Un evento come la cerimonia di apertura dei Mondiali di Calcio è un evento che contiene tutte queste caratteristiche, a partire dal nome stesso “cerimonia”.
    Inoltre catalizza l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo e tutte nello stesso momento. Quindi quale contesto migliore per poter raccogliere un’enorme quantità di energia di massa?

    In più, se si osserva bene, la cerimonia è pregna di simbologie rituali sacrificali che racchiudono nello stesso tempo elementi di: massoneria, Illuminati e cultura azteca.

    Ed è per questi motivi che la cerimonia di apertura dei Mondiale si può considerare un enorme rito massonico/azteco durante la stagione della raccolta del mais.



    L’ORIGINE MASSONICA

    Come detto in precedenza, questi Mondiali sono ospitati da tre Paesi: Messico, USA e Canada. Innanzitutto ricordo come il continente americano sia stato colonizzato dai padri fondatori, provenienti dall’Europa, di stampo massonico.
    Inoltre lo sport del calcio (così come molti altri sport), è stato concepito e strutturato dai massoni. Basti pensare al numero dei giocatori per squadra, alle misure e alla geometria del campo, al pallone con i suoi esagoni, alla forma delle porte che ricordano le due colonne Boaz e Jachin, i trofei, ecc. Insomma tutto ricorda il Tempio di Salomone.


    L’ORIGINE AZTECA

    Riassumo brevemente quanto ho appreso studiando gli aztechi (consiglio di leggerlo per una maggiore comprensione successiva):

    Per gli aztechi, il sacrificio umano non era un atto di crudeltà gratuita o di pura sottomissione, ma una necessità cosmica vitale: era l'unico modo per evitare che il sole si spegnesse, facendo piombare l'universo nel buio e nel caos definitivo.

    Nella mitologia azteca, la storia dell'universo è divisa in cinque grandi ere, chiamate "Soli". Ogni era si è conclusa con una catastrofe cosmica causata dallo scontro di potere tra le due divinità supreme: Tezcatlipoca (lo specchio fumante) e Quetzalcoatl (il serpente piumato)



    Le 4 ere precedenti (I quattro Soli)

    1. Primo Sole: Nahui Ocelotl (Giaguaro)

    ◦ Dominatore: Tezcatlipoca.
    ◦ Abitanti: Giganti che si nutrivano solo di ghiande.
    ◦ Fine: Quetzalcoatl colpì Tezcatlipoca facendolo cadere in acqua. Tezcatlipoca si trasformò in un enorme giaguaro e divorò tutti i giganti, distruggendo il mondo.

    2. Secondo Sole: Nahui Ehecatl (Vento)

    ◦ Dominatore: Quetzalcoatl.
    ◦ Abitanti: Esseri umani che si nutrivano di pinoli.
    ◦ Fine: Tezcatlipoca spodestò Quetzalcoatl. Grandiosi uragani e tempeste devastarono la Terra. Gli umani sopravvissuti vennero trasformati in scimmie per potersi aggrappare agli alberi.

    3. Terzo Sole: Nahui Quiyahuitl (Pioggia)

    ◦ Dominatore: Tlaloc (dio della pioggia e del fulmine).
    ◦ Abitanti: Umani che si nutrivano di sementi acquatiche.
    ◦ Fine: Quetzalcoatl fece piovere un terribile fuoco celeste (pioggia di lava e ceneri). Il mondo bruciò e gli uomini sopravvissuti vennero trasformati in uccelli (come i tacchini).

    4. Quarto Sole: Nahui Atl (Acqua)

    ◦ Dominatrice: Chalchiuhtlicue (dea delle acque dolci e moglie di Tlaloc).
    ◦ Abitanti: Umani che si nutrivano di un seme selvatico chiamato acencintli.
    ◦ Fine: Il cielo crollò e la Terra subì un catastrofico diluvio universale durato 52 anni. Gli esseri umani sopravvissuti si trasformarono in pesci.



    La Quinta Era: Nahui Ollin (Movimento / Terremoto)

    La quinta era è quella attuale, in cui viviamo oggi.

    • Il significato del nome: Ollin in lingua nahuatl significa "movimento" o "terremoto". Questa era è governata da Tonatiuh, il dio del Sole splendente.

    • La nascita del Sole: gli aztechi credevano che questo Sole fosse nato a Teotihuacán attraverso il sacrificio volontario degli dei, che si gettarono in un grande rogo per dare luce e movimento al cosmo.

    • La profezia della fine: poiché il Sole attuale è nato dal movimento e dal sacrificio, la profezia azteca stabilisce che questo mondo finirà a causa di devastanti terremoti (ollin). In quel momento cosmico, la Terra tremerà violentemente, i cieli crolleranno e i mostri del crepuscolo (le Tzitzimime, demoni stellari) scenderanno per divorare l'intera umanità.

    Per questo motivo, gli aztechi consideravano il sacrificio umano un dovere cosmico vitale: offrendo il sangue (chalchihuatl, l'acqua preziosa), fornivano l'energia necessaria a Tonatiuh per continuare a muoversi nel cielo, rimandando il più possibile il giorno del catastrofico terremoto finale.



    Il Mito del Quinto Sole: Tecuciztecatl e Nanahuatzin

    Gli dèi si riunirono al buio intorno a un immenso falò sacrificale (il focolare divino) e chiesero: "Chi si farà carico di illuminare il mondo?". Si fecero avanti due volontari: Tecuciztecatl e Nanahuatzin.

    1. Tecuciztecatl (Il dio superbo)

    Era ricco, forte, bellissimo e vestito di abiti lussuosi. Offriva agli dèi oro, pietre preziose e piume di quetzal. Era il candidato ideale, sicuro di sé e spavaldo.

    2. Nanahuatzin (Il dio umile)

    Era povero, malato, coperto di piaghe e vestito solo di carta straccia. Non avendo ricchezze, offriva come sacrificio i suoi stessi dolori, aghi di maguey bagnati del suo sangue e la sua devozione. Veniva deriso da tutti.



    La Prova del Fuoco

    Per quattro giorni i due dèi digiunarono e si purificarono. Poi, giunse il momento cruciale: gettarsi nel fuoco sacro.

    1. Il fallimento della superbia: toccò prima a Tecuciztecatl. Si lanciò verso le fiamme, ma il calore era così mostruoso e terrificante che d'istinto si tirò indietro. Ci riprovò per tre volte, e per tre volte la paura lo paralizzò.

    2. Il coraggio dell'umiltà: gli dèi chiamarono allora Nanahuatzin. Lui non esitò un solo istante. Chiuse gli occhi, corse verso il focolare e si gettò nel fuoco, bruciando immediatamente nel silenzio generale.

    3. Il riscatto della vergogna: Tecuciztecatl, vedendo il coraggio del dio malato, trovò finalmente la forza e si buttò a sua volta nel fuoco subito dopo.



    La Lotta dei Due Soli

    Dopo il sacrificio di Tecuciztecatl e Nanahuatzin, gli dèi rimasero in attesa, guardando verso l'orizzonte per capire da dove sarebbe nata la luce.
    All'improvviso, a est, il cielo divenne rosso fuoco e spuntò Nanahuatzin, trasformato in Tonatiuh, il Quinto Sole, splendente e accecante. Poco dopo, però, dallo stesso punto sorse anche Tecuciztecatl, trasformatosi in un secondo sole altrettanto luminoso.

    Il mondo si trovò così ad avere due soli identici. La terra bruciava, la luce era troppa e l'equilibrio cosmico era a rischio. Gli dei compresero che due soli non potevano coesistere.



    La soluzione: Il Colpo di Coniglio

    Uno degli dèi (spesso identificato con Ehécatl-Quetzalcoatl) prese un coniglio dalle lunghe orecchie e lo scagliò con incredibile forza dritto in faccia al secondo sole (Tecuciztecatl).
    L’impatto dell'animale ne attenuò la lucentezza, scurendolo per sempre. Quel secondo sole divenne Metztli, la Luna.
    Ancora oggi, se si guarda la luna piena, si può vedere chiaramente la sagoma del "coniglio" stampata sulla sua superficie.



    Il nutrimento del Sole e le Guerre Fiorite

    Il legame tra gli Aztechi e il cosmo era basato su un concetto di "dovere e sacrificio". Gli dèi si erano sacrificati per creare il mondo, e gli uomini dovevano fare lo stesso per mantenerlo in vita.

    Gli Aztechi credevano che il Sole fosse esausto e che per risorgere ogni mattina e sconfiggere le tenebre avesse bisogno di energia vitale: il sangue umano. Da qui l'origine delle "Guerre Fiorite", combattute non per conquistare terre, ma per catturare prigionieri da offrire agli dèi.



    I calendari aztechi

    Prima di procedere con l’analisi dell’evento è doveroso quantomeno accennare i due calendari aztechi.

    Gli Aztechi utilizzavano un sistema di due calendari simultanei, il cui incastro ciclico creava una sorta di "secolo" azteco.

    Il Calendario Solare: Xiuhpohualli
    • Durata: 365 giorni.
    • Struttura: diviso in 18 mesi di 20 giorni ciascuno.
    • I giorni perduti: alla fine dell'anno venivano aggiunti 5 giorni infausti (chiamati
    Nemontemi), dedicati al digiuno e alla riflessione, durante i quali si evitava di fare qualsiasi attività importante per non attirare la sfortuna.
    • Scopo: regolava la vita civile, i cicli agricoli e le grandi feste pubbliche.

    Il Calendario Rituale: Tonalpohualli
    • Durata: 260 giorni.
    • Struttura: un incastro matematico tra 20 segni/simboli dei giorni e 13 numeri.
    • Scopo: era un calendario sacro e divinatorio. Veniva usato dai sacerdoti per fare oroscopi, predire il destino dei nascituri e stabilire i giorni propizi per la guerra o i rituali.



    Il Ciclo di 52 anni (Xiuhmolpilli)

    I due calendari partivano insieme e tornavano a coincidere esattamente ogni 52 anni. Questo allineamento era percepito come un momento di enorme transizione psicologica e religiosa: gli Aztechi celebravano la cerimonia del Fuoco Nuovo, distruggendo i vecchi beni e riaccendendo un fuoco sacro sul petto di una vittima sacrificale per assicurarsi che il sole sorgesse per un altro ciclo di 52 anni, evitando la fine del mondo.
    Curiosità: nel 2028 inizierà un nuovo ciclo di 52 anni.



    L’anno del Coniglio

    Il primo giorno dell’anno 2026 secondo il calendario azteco, ha coinciso con il 12 marzo del calendario gregoriano.
    Secondo il calendario azteca, il 12 marzo 2026 coincide con il segno del giorno del coniglio (uno dei 20 simboli di cui parlavo prima), quindi di conseguenza l’anno del 2026 è sotto il segno del coniglio.



    La Piccola Festa dei Signori

    I Mondiali sono iniziati il giorno 11 giugno e termineranno il 19 luglio.
    Per gli aztechi il periodo giugno/luglio corrispondeva al settimo mese, detto la Piccola Festa dei Signori, in cui si venerava la divinità Huixtocihuatl (dea del sale e dell'acqua salata).
    Durante questo periodo veniva sacrificata una giovane donna, scelta per impersonificare la dea Huixtocihuatl per assicurare l’abbondanza dei raccolti di mais.

    La donna veniva vestita con abiti cerimoniali finemente ricamati con motivi d’acqua.
    Veniva adornata con conchiglie marine e sul capo portava una corona di carta pregiata coperta di piume verdi e disegni floreali.

    Prima del sacrificio, per circa dieci giorni, la giovane donna non veniva isolata, ma anzi festeggiava ed era al centro della comunità. Guidava le danze rituali insieme alle donne della gilda dei produttori di sale. Il popolo cantava intorno a lei, le porgeva omaggi e ballava tenendo lunghe corde di fiori. La donna-dea camminava e danzava tra la sua gente, incarnando la gioia e la prosperità che il sale e l'acqua portavano alla società.

    Un altro della festa era Xochipilli, il "Principe dei fiori", dio della musica, della danza, dell'amore e del mais tenero. La città veniva interamente decorata con spettacolari fiori acquatici appena sbocciati grazie alle prime piogge.

    Alla fine dei giorni di festa, esattamente il ventesimo e ultimo giorno del settimo mese, la donna veniva condotta al tempio principale, il Templo Mayor, nella capitale azteca di Tenochtitlán, che corrisponde all’attuale Città del Messico.
    Sul punto più alto del tempio-piramide, la donna veniva sacrificata.
    In questo specifico rito, i sacerdoti usavano uno strumento speciale, talvolta descritto come un oggetto tagliente ricavato dal muso di un pesce sega o di una creatura marina, per l'atto cerimoniale sul collo, prima di procedere con la classica estrazione del cuore per offrirlo agli dei.

    Per gli Aztechi, questo rito non era vissuto come una punizione o un atto di crudeltà gratuita, ma come un onore supremo e una necessità cosmica. Credevano che l'energia della dea dovesse essere periodicamente "rinnovata" attraverso il sangue per garantire che le fonti di sale non si esaurissero e che l'equilibrio della natura continuasse, permettendo al popolo di sopravvivere.

    Location: Estadio Azteca, Città del Messico

    Data: 11 giugno

    Foto 1: aerea dello stadio che ricorda un occhio. Simbolo degli Illuminati.
    Foto 2-3-4: il palco che ricorda chiaramente un tempio sacrificale azteco che, a sua volta, rappresenta l’altare sacrificale. Intorno: quello che sembra proprio una rappresentazione del sole. Quindi la venerazione del sole e il sacrificio di umani per tenere acceso il sole stesso, secondo gli aztechi. Ancora più esternamente la tifoseria che, ignara, dà forza ed energia a questo sacrificio “simbolico”. Sul questo palco/altare si esibiranno diversi performer... le vittime sacrificali.
    Nel complesso rappresenta il simbolo Ollin (movimento/terremoto che appartiene al Quinto Sole, la nostra era). E ovviamente perché non presentarlo sottosopra? (Foto 3).

    Simbolo Ollin (foto)

    Lo “spettacolo” inizia con l’inquadratura del sacerdote cerimoniale.
    Nella foto 2 si può notare bene che ha un occhio dipinto/coperto, come simbolo degli Illuminati.
    Un tamburello con una spirale.

    Nella cultura azteca:
    Quetzalcoatl, il Serpente Piumato, è una delle divinità più importanti della mitologia mesoamericana, associato a vento, conoscenza, fertilità e alla dualità tra terra e cielo.
    L'elemento della spirale è un simbolo fondamentale legato al suo culto e alle sue leggende, con significati che spaziano dal respiro del vento ai cicli cosmici.
    Ehecatl (dio del vento), il suo simbolo principale è una conchiglia tagliata a spirale. Questa spirale (rappresentata come un ricciolo o un'onda) simboleggia il movimento dell'aria, il respiro vitale e i vortici di vento che precedono la pioggia.
    Nella cosmologia azteca, il tempo e la storia dell'umanità sono ciclici. La spirale rappresenta l'eterno ritorno, la creazione e la distruzione delle ere cosmiche.

    In generale:
    La spirale può essere oraria o antioraria.
    La spirale oraria canalizza l’energia, viceversa quella antioraria la rilascia.
    Qui abbiamo una spirale oraria, quindi serve per canalizzare l’energia degli spettatori.
    Il colore rosso rappresenta un’energia maschile (a livello archetipico), quindi un’energia attiva. Curiosità: negli ultimi anni la spirale è anche diventata un codice per identificare la p3d0filia.
    Subito dopo il sacerdote, appare la cantante messicana Lila Downs che apre ufficialmente la cerimonia con un monologo intitolato “One Heartbeat” (“un unico battito”), come se fosse un vero e proprio rito cerimoniale, in cui tutti i “battiti” della gente che assiste alla cerimonia, si dovessero sincronizzare in un unico battito cardiaco.
    E qui vi metto una “chicchetta” che in pochissimi avranno notato: “casualmente” sui led degli spalti (foto 3), compare la frase “Let’s do it together” (“facciamolo insieme”). E’ l’equivalente di un prete che dice: “preghiamo insieme”. C’è quindi l’intento che tutte le energie dei presenti (spettatori fisicamente allo stadio, ma anche quelli che guardando l’evento alla tv), si canalizzassero (con la spirale sul tamburo), tutti sulla stessa frequenza. Frequenza ovviamente voluta dagli artefici della cerimonia.
    Abbiamo di fatto la potenza dell’unisono in una determinata frequenza.
    Questa è quindi, come spiegavo prima, la rappresentazione del sacrificio della giovane donna che “incarnava” la divinità Huixtocihuatl durante la Festa Piccola Festa dei Signori.
    Giovane donna adornata da conchiglie (foto 2), e sacrificata da quattro sacerdoti su un altare (foto 4).
    Tra l’altro i colori oro e argento mi ricordano quelli del sole e della luna. Racconto che richiama il Quinto Sole, la nostra era. Il Quinto Sole del movimento, o meglio, del terremoto.
    Notiamo infine come in tutta questa la scena siano presenti degli specchi (foto 1-2). Gli specchi sono legati all’ossidiana, la quale era il materiale usato per fabbricare sia i coltelli sia i famosi specchi divinatori aztechi.
    Belinda. Se vi spiegassi questo simbolo, insulterei la vostra intelligenza.
    Alla fine dell’esibizione di Belinda, scoppiano questi fuochi d’artificio (foto 1) che, oltre a ricordare la cultura azteca, a me ricordano i denti di questi simpaticissimi e amorevoli coniglietti (foto 2), che arrivano immediatamente dopo, e che in termini tecnici è un match-cut semplicemente geniale.
    Ovviamente le mie parole sono ironiche.
    I famosi pupazzetti, ma di cui non ricordo il nome e di cui non voglio neanche informarmi, ricordano l’anno del coniglio, il 2026.
    Mi sembra quasi superfluo sottolineare le scritte “the monsters” sulla maglietta e “goat” sulla bandierina. “Goat” in gergo significa “numero 1”, ma significa anche “capra”, che richiama il Bafometto o Pan. Infatti bisognerebbe fare attenzione a come si usa.
    Appena inquadrati, uno dei due conigli tiene in mano dei pop-corn: come non pensare al mese del raccolto di mais per gli aztechi, come spiegato prima.
    Infine le persone in abiti colorati che fanno da coreografia, formano il simbolo dell’elemento “movimento/terremoto” nel calendario sacerdotale (foto 1).
    Successivamente gli amorevoli coniglietti presentano J Balvin, cantante colombiano, che arriva a bordo di una finta macchina che sembra proprio la pelle di un rettile!
    Nella sua firma, inoltre, è presente un fulmine (Foto 1). Questo mi ricorda uno dei trattamenti usati nell’MK-Ultra, ovvero l’elettroshock. Il simbolo del fulmine è stato utilizzato per molti altri cantanti, per esempio Lady Gaga o David Bowie.
    Vorrei aprire una parentesi. Ammetto che non conosco la maggior parte dei cantanti che si sono esibiti in queste cerimonie. Ma mi è sembrato di percepire che abbiano dato molta più importanza a J Balvin, anche a livello di diversificazione simbolica.
    Infatti tutti i cantanti uomini indossavano occhiali da sole. A differenza degli altri, J Balvin a un certo punto toglie gli occhiali (facendo un occhiolino), e sale sul palco/altare. I ballerini intorno invece indossano gli occhiali e guanti neri.
    Il momento in cui J Balvin si tocca la testa, come a dire che gli è scattato qualcosa nella sua mente (foto 1). Subito dopo si toglie gli occhiali (foto 2), e fa l’occhiolino rivelando il simbolo dell’occhio onniveggente (foto 3). Successivamente si dirige verso il palco/altare venerato dai ballerini che indossando occhiali e guanti neri (foto 4).
    J Balvin si esibisce sul palco/altare al centro dei ballerini che formano un triangolo/piramide (foto 1-2-3).
    I ballerini indossano la spilla di un fiore, probabilmente a indicare le Guerre Fiorite, in cui si catturavano prigionieri da sacrificare, come spiegavo prima (foto 2-3).
    L’esibizione si conclude con il gesto delle corna da parte dei ballerini e J Balvin al centro (foto 4). In conclusione potrei quasi dire che J Balvin abbia subito un rito di passaggio. Bisognerebbe seguire la sua carriera nel prossimo periodo per capire gli eventuali risultati.
    Come per J Balvin, anche i Manà e Danny Ocean indossano abiti rossi e occhiali da sole.
    I vestiti rossi sono segno di sacrificio. Tutti i cantanti nello star system americano a un certo punto della loro carriera indossano tali colori, a indicare che hanno sacrificato una parte di loro stessi per il successo. D’ora in avanti sono ufficialmente i burattini-schiavi dell’industria musicale.
    Gli occhiali da sole indicano che la persona che li indossa guarda la vita attraverso un filtro. In pratica non vedono la realtà per come veramente appare.
    Per questo motivo, come spiegavo prima, mi sembra differente il caso di J Balvin in cui toglie gli occhiali.
    Ed eccoci qua con Andrea Bocelli.
    Bocelli sembra sia diventato il gran cerimoniere di eventi internazionali (lo ricordiamo per Sanremo 2026 mentre arrivò in sella a un cavallo bianco - in seguito gli approfondimenti).
    Anche lui indossa abiti rossi e occhiali scuri, ovviamente per la sua cecità, ma probabilmente per indicare la massima distorsione della realtà. Consideriamo anche che Bocelli è il più anziano e il più famoso performer della cerimonia.
    Insomma c’è chi copre solo un occhio, chi li copre entrambi e chi non vede completamente.

    Bocelli canta l’inno ufficiale della competizione intitolato “DNA” insieme alla cantante sudcoreana EJEA.
    Anche qui sono presenti i fiori cuciti sui vestiti (foto 2).
    Come già detto, lui indossa una giacca rossa (colore del maschile e del fuoco), mentre lei indossa un abito blu (colore del femminile e dell’acqua).
    In questo mondiale sembra che il colore rosso, associato al fuoco e al maschile, sia predominante (questo vale anche per le squadre di calcio).

    I due si esibiscono all’interno di un cerchio con al centro un palco a forma di esagono.
    Sappiamo tutti che l’esagono simboleggia il pianeta Saturno venerato dall’élite (foto 4). Ovviamente il tutto “camuffato" da pallone da calcio (tra l’altro inventato dalla massoneria).
    Shakira si esibisce insieme a Burna Boy con la canzone “Dai Dai”, inno ufficiale dei Mondiali. Anche qui i due cantanti hanno occhiali da sole.
    Altra occasione per mostrare un unico occhio, con tanto di lingua, come la dea Kali (foto 4).

    Qui abbiamo tre colori: giallo, bianco e grigio.
    Senza approfondire troppo, le fasi alchemiche (Magnum Opus) sono i vari stadi di trasformazione della materia e della coscienza. Partono dall'oscurità della Nigredo (nero), passano per la purificazione dell’Albedo (bianco) e l'illuminazione della Citrinitas (giallo).
    Quindi potremmo pensare che Shakira, essendo vestita di giallo, sia nella fase di “illuminazione” (d’altronde è già il secondo mondiale in cui partecipa come “madrina”).
    Burna Boy, vestito di grigio - che non è nient’altro che un nero sbiadito -, invece sta iniziando la fase di completamento della Nigredo. Potreste esclamare: “No, aspetta! Ma la Nigredo è la fase iniziale. Dovrebbe tendere all’Albedo!”
    Ed è proprio qui l’inghippo. “Loro” fanno funzionare le cose al contrario.

    Ma veniamo a ben tre giochi di parole:
    - il titolo della canzone “Dai dai”: è preso dall’esclamazione italiana che indica incitamento. Ma se sentito come se fosse in inglese, diventa “die die”, che assume decisamente un altro significato;
    - Burna Boy: sarebbe “burn a boy” (brucia un ragazzo);
    - Shakira: ricorda la parola inglese “shake” che significa: scuotere, agitare, traballare, terremoto, ecc. La parola “shak” viene mostrata da Shakira (foto 2)

    Location: BMO Field, Toronto

    Data: 12 giugno

    Il trionfo del rosso.
    Ok, fa sicuramente parte della bandiera canadese, ma continuiamo con il colore del fuoco e del sacrificio.
    Dall’inquadratura aerea si evince il classico occhio inserito nella foglia d’acero della bandiera canadese (foto 1)
    Anche in Canada la maggior parte dei cantanti vestono di rosso e indossano occhiali da sole (foto 1).
    Una cantante si esibisce al centro del mondo, che sembra una sorta di una gabbia (foto 2).
    I ballerini trasportano degli esagoni d’oro (foto 3), che andranno a comporre il mondo dorato (foto 4)
    Vediamo Elyanna, cantante palestinese con cittadinanza israeliana di origini cilene, che si esibisce con la canzone “Illuminate” insieme a Jessie Reyez, vestita in rosso.
    Elyanna mostra più volte un finto tatuaggio disegnato sul palmo della mano, in cui è rappresentato un pallone-sole (foto 1).
    Improvvisamente una grossa coppa del mondo emerge, gonfiandosi, dal palco. La texture ricorda quella di un serpente (foto 4). Nel mentre inquadrano Elyanna mentre imita un serpente (foto 3).
    Le due cantanti per tutto il tempo danzano con passi rituali (foto 2-4).
    Anche Michael Bublé si esibisce sul palco a forma di esagono insieme a un coro gospel. Veste di nero, mentre il coro gospel di bianco.
    Per l’occidente il coro gospel rappresenta la musica più vicina a Dio per eccellenza. Sembra quasi che Bublé cerchi aiuto nel coro. Ho avuto questa impressione.

    Location: SoFi Stadium, Los Angeles

    Data: 13 giugno

    A un certo punto dell’esibizione di Future e Tyla vengono srotolati degli enormi tappeti rossi a formare le lettere LA (Los Angeles). Le lettere LA ricordano inoltre un insieme di rune. A seconda delle diverse combinazioni di rune, si possono avere significati diversi, dalla vittoria fulminea alla distruzione con grandine.
    Bisognerebbe dedicare un intero articolo per questo simbolo!
    Ovviamente ricorda anche il simbolo massonico del compasso e squadra.

    Da notare inoltre l’enorme tappeto che ricorda una ragnatela stilizzata (la ragnatela intrappola o collega a seconda del significato). Oppure potrebbe ricordare un labirinto, sempre stilizzato. O ancora un edificio visto dall’alto, magari proprio il Tempio di Salomone.
    Un altro elemento scenografico sono i palazzi e grattacieli tipici di Los Angeles (o in generale delle grandi città), che spuntano dal palco/altare. I palazzi sono inclinati come se cadessero. E tutti noi sappiamo come questo possa essere inquietante (foto1).

    In generale i cantanti a Los Angeles sono vestiti di bianco (nuovi schiavi?). E anche in questa occasione l’uomo, Rema, indossa occhiali, anche se non sono scuri.
    Rema indossa inoltre un ciondolo che sembra una sorta di divinità. (foto 2).
    Come per il duetto Bocelli-EJEA, anche per Future gli abiti sono rossi e per Tyla sono blu. Va bene, possono ricordare la bandiera statunitense.
    Ovviamente lui indossa occhiali scuri e sul petto ha cucito un fiore, come per le esibizioni in Messico, che ricorda le Guerre Fiorite. Ricordo che gli aztechi catturavano prigionieri per estrarne il cuore come rito sacrificale (foto 1).
    Anche Katy Perry si esibisce sul palco/altare esagonale (foto 2), come del resto tutti i cantanti più conosciuti a livello internazionali.
    Insieme a lei canta un bambino.
    Questa è l’analisi generale di questa cerimonia. Bisognerebbe approfondire tanti altri dettagli, per esempio i testi delle canzoni e soprattutto il monologo iniziale di Lyla, la donna con le conchiglie. Questa cerimonia è stata un’enorme simulazione di un rito sacrificale azteco durante il culto del sole e del raccolto.
    E’ emersa una forte energia maschile, con il colore rosso e il fuoco. D’altronde, se vogliamo fare un paragone di culture, per i cinesi è l’anno del cavallo di fuoco.
    Il fuoco ha caratterizzato diversi avvenimenti a livello internazionale: dall’incendio a Crans Montata a quelli di diverse chiese. In generale anche dalle guerre tuttora in corso. E in questo Mondiale a livello musicale: Burna Boy, Dai dai, Illuminate, Che calor!
    Il cavallo: Bocelli che arriva in sella a un cavallo a Sanremo; Papa Leone che riceve in dono un cavallo; il cavallo “insanguinato” che corre tra le vie di Londra; sfilate di moda con cavalli come scenografia.
    Ma anche il terremoto: sappiamo bene del terribile avvenuto in Venezuela, Shakira, l’era del terremoto per gli aztechi.
    Ora non ci resta che guardare cosa succederà in futuro.
    E se questi mondiali seguono veramente le orme degli aztechi, per la cerimonia di chiusura, non mi stupirei di vedere dei bambini come protagonisti, per la commemorazione dei bambini defunti secondo ‘La Piccola Festa dei Morti’ per gli aztechi. E nella vita quotidiana, non mi stupirei di vedere ancora più fuoco con magari incendi brutali.

    Questo articolo è solo il frutto dei miei studi e analisi. Non è detto che corrisponda alla verità. Ma voi, in ogni caso, drizzate le antenne!
  • LASCIANDO ANDARE

    Cari lettori,

    come sapete è da molto che non scrivo. Ho voluto prendermi una pausa di riflessione.

    In verità, però, era come se qualcosa mi avesse impedito di scrivere. Ero in attesa di qualcosa.

    Nel frattempo molti di voi hanno continuato a commentare il blog, oppure mi hanno scritto in privato. Non ho risposto di proposito per gli stessi motivi di cui sopra.

    Ebbene il momento è giunto… con qualcosa di nuovo. Completamente nuovo!

    In questi mesi ho intrapreso un certo tipo di percorso, che eviterò di esporvi per motivi di tempo e soprattutto per difficoltà di spiegazione.

    Non sto affrontando questo percorso da sola, diciamo che c’è dietro il duro lavoro di un team molto preparato e molto… profondo.

    Si tratta di ritrovare qualcosa di molto antico la cui consapevolezza è stata persa nei secoli dall’essere umano e che non ha nulla a che vedere con qualcosa di, riassumo, “malvagio”… ma, anzi, si avvicina molto al Divino.

    So bene quello che sto scrivendo.

    Vorrei fosse chiaro che, come ho sempre fatto, io dico la mia e poi la scelta è vostra, ma sarebbe un BENE per tutti noi e per Michael stesso (soprattutto!), fare quello che vi sto per dire.

    Desidero sia chiaro anche che non vi sto scrivendo per un mio tornaconto personale. Cosa ci potrei guadagnare? NIENTE. 

    Agisco ora con l’intento di SEMPRE: comunque in favore di Michael.

    Anche quest’ultimo post è per lui.

    Il mio blog ha adempiuto al suo scopo. Ha fatto quello che doveva fare. 

    Ora questo blog deve essere chiuso. 

    Vorrei spiegarvi il motivo della mia decisione e che cosa tutti noi dovremmo fare, ovviamente sempre per il bene di Michael. 

    Tenterò di farlo in modo semplice, comprensibile e il più stringato possibile, dato che in realtà la quantità d’informazioni che dovrei darvi è immensa, ma non ho né il ruolo, né l’esperienza necessaria per farlo in modo approfondito.  

    Desidero comunque tentare questo post. 

    Forse risulterà utopico, lo faccio però con la speranza che la maggior parte di voi capisca, così come avete capito i miei post in passato (fan, believer, ammiratori, estimatori o no che siate).

    Quasi certamente quello che sto per dirvi vi sembrerà assurdo… e so molto bene che risulterà di difficile comprensione e attuazione. Ma si può fare!

    La parola chiave è: BASTA!

    Da quel 25 giugno di due anni fa non si fa altro che parlare di lui. Speculare più che altro. Le vendite sono schizzate alle stelle, sono stati scritti libri su libri da chiunque, sono stati creati centinaia di siti internet, gruppi su FB, sono usciti cd e film postumi, i simboli, la hoax, le trasmissioni alla TV, telegiornali, il processo di Murray,  i figli e la madre e il padre e fratelli e sorelle, presunti finti giornalisti, “… e ho visto Michael”, “… e lui mi ha detto”, “… e io so cose che tu non sai”, “… ma è morto?”, “… no è vivo!”, “… ma allora torna?”, “… ma quando torna?”, “… e sto male!” “… e mi manchi!”

    … E BASTAAAAAAAA!!!!!!!!

    Basta, ragazzi! Basta.

    Michael non è contento di tutto questo.

    So per certo che, anche se in buona fede, noi gli stiamo facendo del male.

    Quello che molti ignorano è che tutti noi siamo fatti di energia e siamo circondati da energia. Siamo tutti un tuttuno con gli altri. SIAMO UNA COSA SOLA. Ragazzi, io non posso spiegarvi in questa sede questa cosa. Documentatevi.

    Se noi pensiamo a Michael in maniera così ossessiva, si formeranno delle energie negative “a catena” che arriveranno per forza fino a Michael, essendo lui al centro dei nostri pensieri.

    L’altro problema è che c’è qualcun altro che si alimenta di questa energia “sporca”:

    sono coloro contro cui magari lottiamo (es. la Sony, gli Illuminati, ecc) e che invece, così facendo, rendiamo più forti. 

    La cosa è molto più grande e grave di quello che sappiamo. Molto.

    Se vogliamo aiutare Michael – e lo vogliamo – dobbiamo smettere di alimentare questa speculazione.

    Subito.

    Con questo non sto dicendo di dimenticarlo, di non ascoltare più la sua musica, di non seguire più i suoi insegnamenti.

    Sto solo dicendo di lasciarlo andare.

    Dobbiamo accettare la sua morte (o la sua scomparsa).

    E’ morto? Ok, diciamo: “Sì, è morto. Accetto la sua morte”.

    E’ ancora vivo ed è da qualche parte nascosto chissà dove? Ok, diciamo: “Sì, è vivo da qualche parte. Accetto la sua scomparsa”.

    Ma serenamente. Non lo dobbiamo tenere attaccato a noi, con questi pensieri negativi e ossessivi, con tutte le speculazioni del caso. 

    Se lui è morto, così facendo noi lo teniamo attaccato qui, non riuscirà ad andare altrove, come dovrebbe essere.

    Se lui è ancora in vita, viene constantemente bombardato dalla nostra energia negativa, ripeto, in maniera involontaria. 

    Facciamolo per amore, o almeno per rispetto, insomma.

    Sono fortemente convinta che il caso non esiste. 

    Se la sua morte è arrivata, un motivo c’è.

    Accettiamo le cose per quello che sono. E anzi, vi dirò di più… dite “GRAZIE!”.

    Grazie… perché lo abbiamo avuto!

    Vi sembrerà assurdo, lo so, ma questa parola è potentissima e va usata sempre e incondizionatamente.

    Michael è morto? Grazie!

    Michael ti sei nascosto? Grazie!

    E’ stato Murray a ucciderlo? Grazie!

    Suo padre era uno str..zo? Grazie!

    E così via. 

    Perché noi spesso non capiamo i motivi di ciò che accade, ma un motivo c’è sempre ed è sempre il MEGLIO per ognuno di noi.

    Chi di voi non è arrabbiato con questa storia? Chi?! Tutti.

    Allora lasciamo la rabbia per far posto al perdono.

    Michael sei morto? Grazie! Ti perdono.

    Murray hai ucciso Michael? Grazie! Ti perdono.

    Ecc.

    Lo so. Lo so. Sembra assurdo. Ma funziona!

    Non ce la fate nel profondo? Iniziate a dirlo in superficie, con le parole. Iniziate così.

    Mamma mia, quante cose abbiamo perso nel tempo! Quante menzogne che ci inculcano fin da piccoli, tutti i giorni, a causa dell’educazione in famiglia, nelle scuole, nelle religioni, nei mass media. 

    Abbiamo perso tutto! 

    Eppure… ce l’abbiamo ancora! E possiamo usarlo!

    Michael stesso era alla ricerca di questi “poteri”. Ah! La potenza della meditazione! La potenza della preghiera!

    Dopo la sua morte sono nati centinaia, migliaia, di fan in tutto il mondo. 

    Perché una persona dovrebbe iniziare a interessarsi di un’altra persona solo dopo che è morta? Non poteva pensarci prima? Perché non si è accorta prima di quella persona? Perché molti di voi mi hanno detto che sono rammaricati per non essere mai andati a un suo concerto e poterlo vedere dal vivo? DA VIVO…!

    La ragione di questo sta nel fatto che i “i pochi” che sanno come funziona, e che lo sanno davvero molto bene, hanno sfruttato – se non provocato – questa storia al fine di procurarsi molta energia nuova. Energia dalla quale attingere per alimentarsi e da sfruttare per altri scopi ben poco degni. Il dolore è un’energia potentissima e tutto il circo mediatico che è stato montato ad arte attorno alla morte/scoparsa di Michael, prima che per i soldi, serve a rifornirli di questa. 

    Energia che proviene dal dolore di milioni di persone, dolore che “loro” hanno tutto l’interesse a tenere vivo.

    Se la vediamo da questo punto di vista, dal 25-06-2009 i “pasti” di questi “pochi” sono aumentati in maniera esponenziale!

    Loro si arricchiscono e si rafforzano… a discapito nostro e di Michael.

    Cosa vogliamo fare allora? Continuare su questa strada?

    Oppure vogliamo aiutare Michael a continuare il suo cammino?

    Riposa In Pace, si dice. Secondo voi sta riposando in pace? Lasciamolo andare via serenamente.

    E nel caso fosse vivo… lasciamolo in pace comunque. Gli stiamo rompendo un po’ i maroni, o no?

    Smettiamo di alimentare quelli contro cui lottiamo. Più ci arrabbiamo con loro e più li teniamo stretti a noi e a Michael.

    Cerchiamo di capire il vero messaggio di Michael portato su questa Terra per decine di anni. Portiamolo avanti serenamente. E lasciamo perdere tutto il resto.

    Ascoltiamo la sua musica, rivediamo le sue performance, leggiamo le sue parole. E se qualche volta scende la lacrimuccia… bene! Ma andiamo avanti!

    Non so quanto di queste parole siano arrivate a voi. Non so quanto abbiate capito.

    Ho voluto provarci comunque. Sentivo di farlo.

    Questi i miei motivi per chiudere il blog. Chiudo anche il canale YouTube e il profilo FB. Non scrivetemi neanche via mail. Lascerò solo quest’ultimo post – almeno per un po’ di tempo – per cercare di diffondere questo messaggio.

    Se avete capito, mettete in pratica queste parole. Se volete, aiutatemi a diffondere questo messaggio. E’ veramente importante, anche se vi sembrerà assurdo.

    Confido in un risveglio. 

    Desidero che le cose cambino.

    Make that change.

    Colgo l’occasione per ringraziarvi ancora una volta per avermi seguita, per il vostro sostegno e per la vostra partecipazione nelle discussioni.

    Ho scritto e continuato questo blog grazie a voi.

    Un abbraccio.

    Someplace Else

  • Cari lettori,

    ho deciso di scrivere questo post in merito ai commenti di tutti coloro che non hanno compreso l’effettivo scopo di questo blog.

    Sono stanca di continuare a “giustificarmi” e questo post sarà l’ultima mia risposta verso chi non ha voglia di capire il mio lavoro.

    Fin dai primi post mi sono sempre soffermata sul fatto che tutto ciò che scrivevo erano sempre e solo MIE supposizioni. Niente di tutto quello che leggerete nel blog è certo. E di sicuro la mia intenzione non è quella di inculcare niente a nessuno.

    Sono solo miei pensieri messi per iscritto, mie analisi, miei studi.

    Pubblicandoli speravo che anche altre persone potessero confrontarsi con il mio pensiero. Per scambiarsi idee, per far accendere lampadine, per arricchire me stessa in primis. Per avere un confronto insomma, ma anche uno scontro, perché no? Purché costruttivo però.

    Da diversi lettori ho ricevuto tutto ciò. Da molti altri, invece, ho ricevuto l’esatto contrario. E non sapete quanto mi feriscano gli insulti che ricevo nel blog stesso e in vari forum.

    Vorrei invitare a leggere fin dall’inizio il mio blog e non una riga sì e quattro no, solo perché alcuni di voi si sentono toccati nel profondo perché sto “intaccando” il loro paladino. E presi dalla rabbia e dalla foga insultano il lungo e faticoso lavoro degli altri. Forse molti non si rendono conto di quanto lavoro ci sia dietro ogni singolo post. Di certo non sprecherei il poco tempo che ho a disposizione per mettere in cattiva luce qualcuno che detesto. Per me non avrebbe senso. Piuttosto lo ignorerei. Punto.

    Molti non si rendono neanche conto che, con questo loro atteggiamento, si stanno comportando come i media hanno sempre agito con colui che stanno difendendo con tanta veemenza.

    Molti scrivono e insultano senza neanche sapere di cosa sto/stanno parlando.

    Molti scrivono e insultano senza neanche aver letto cosa ho scritto. E sorrido perché scrivono ciò che io ho scritto mesi prima.

    Per questo vi invito alla calma e alla lettura di tutto il blog. Se volete comprenderlo, si intende. E non è detto che poi vi vada a genio tutto quanto. Anzi. Ognuno avrà sempre le proprie opinioni. Ma io sarò qui per un confronto costruttivo. Sempre.

    Se invece non ne avete voglia, allora vi invito a ignorarmi piuttosto che insultare gratuitamente.

    Prima di terminare, lasciatemi spendere due righe su cosa rappresenta per me Michael Jackson.

    Ho iniziato a seguirlo da quando avevo 14 anni. Dopo 18, sono ancora qui per lui, con questo blog.

    Sono praticamente cresciuta con lui. Con la sua musica, con il suo pensiero. Appena accusato di pedofilia, ero in strada a manifestare solidarietà nei suoi confronti. E quelli sì che erano brutti tempi! Non come accade dal 2009: tutti bene o male ora manifestano rispetto.

    Ho iniziato a suonare per lui, eseguendo le sue canzoni. Ho imparato le raffinatezze della sua musica, dei suoi arrangiamenti, del suo modo di comporre, del suo modo di cantare. Per questo lui è stato il mio maestro di musica.

    Volevo carpire tutto ciò che diceva, che scriveva. Volevo sapere quello che voleva esprimere. Allora ho iniziato a tradurre tutte le sue canzoni, tutti i suoi racconti.

    Per questo lui è stato il mio maestro di inglese.

    Sposavo le sue idee, il suo modo di pensare e di vedere la vita. Ho letto “Dancing The Dream” nel 1992, quando chi mi insulta oggi probabilmente non sapeva ancora leggere. Volevo capirlo nel profondo.

    Per questo lui è stato il mio maestro spirituale. Il mio maestro di vita.

    Io ho avuto la stra-grande fortuna di ringraziarlo per tutto ciò. E vi assicuro che quando ti guarda fisso negli occhi, Michael ti colpisce nello stomaco con la sua vera essenza.

    Chi l’ha provato mi può dare ragione. Ne sono sicura.

    Con il passare degli anni, crescendo, ho aperto sempre di più la mia mente. “Forse c’è ancora dell’altro”, mi son detta. E da qui la ragione di questo blog.

    Vorrei invitare i miei lettori a vedere le cose anche da un altro punto di vista, per farlo bisogna anche “distaccarsi” un pochino. Ci sono cose che Michael non poteva dire apertamente. Lui mandava segnali. Spetta a noi riconoscerli.

    E per favore, smettiamola di vederlo come un “Re”. Essere “Re” è difficile e impegnativo.

    Michael è sempre stato incompreso.

  • Dal post “MICHAEL JACKSON E SUO FRATELLO GEMELLO?”:

    E perché chiamare un tour “This Is It” e solo successivamente la morte di MJ (25 giugno 2009), e senza alcun preavviso, esce sul mercato un singolo dallo stesso nome (17 ottobre 2009)? Un singolo depositato nel 1983! Singolo del 1983 che avrebbe dovuto anticipare il tour, ma che non è stato, non solo annunciato, ma neanche inciso (a due settimane prima dall’inizio del tour) da Michael se non in versione demo negli anni ’80 e poi solo nei mesi scorsi sono stati aggiunti gli strumenti incisi solo recentemente? La differenza di qualità tra voce e strumenti è abissale!

    Ma parliamo dei produttori.

    “Album Produced By Michael Jackson & John McClain”.

    “Album prodotto da Michael Jackson e John McClain”?!

    Michael produce i suoi dischi dall’aldilà? Come ha fatto a produrre un cd da morto?

    L’album esce solo il 27 ottobre 2007, dopo la morte di MJ. Prima del 25 giugno 2009 (data in cui muore Michael), non se ne sapeva niente di questo album.

    John McClain è un produttore discografico nonché esecutore testamentario nominato nel 2002 secondo il volere di MJ, insieme all’avvocato John Branca.

    Da ricordare che il padre di Michael, Joe Jackson, ha dichiarato che questi due signori non sono altro che impostori che hanno falsificato il testamento di MJ.

    Personalmente non ho una grande stima di Joe Jackson, ma mi ricordo che appena ho letto i voleri di MJ pubblicati su internet, non ho potuto fare a meno di notare come questo avvocato John Branca, lincenziato e allontanato da Michael anni prima, improvvisamente salta di nuovo fuori come per magia, e per di più come erede dell’intero patrimonio di MJ. Complimentoni!

    Comunque approfondirò meglio in un altro post la questione “This Is It”.

    Vorrei concludere con un mio pensiero.

    Tutto ciò che riguarda “This Is It”, che sia la tourné, il film, l’album o il singolo, mi ha sempre scosso un qualcosa di negativo. Quasi mi sono pentita di aver visto il film o comprato il cd. Da fan, purtroppo, non ho potuto fare altrimenti, ma devo ammettere che mi fa abbastanza schifo avere contribuito ad arricchire persone infami e senza scrupoli alle spalle di qualcun’altro.

    Forse i fan dovrebbero smettere di dire “Che bella This Is It!”, solo perché “firmata” da Michael. Da un punto di vista tecnico-musicale dell’arrangiamento, della ritmica, dei cori, dei suoni e degli strumenti, Michael proprio non centra niente con quel pezzo. E’ solamente una manovra-crea soldi di gente spudorata.

    Ma lo vedremo un’altra volta!

  • Michael in questa foto indossa una giacca con il simbolo del bastone di Asclepio.

    Il serpente viene visto come agente di guarigione e rappresenta la prudenza il ringiovanimento, la sapienza, e la rinascita.

    Quest’animale suscitò negli antichi grande impressione per la sua vita misteriosa e sotterranea, per la sua capacità di secernere veleni mortali e per la sua grande velocità pur senza organi motori, nonché per la sua capacità di ipnotizzare le sue prede. 

    Il serpente è anche simbolo di potenza: lo troviamo per esempio sulla testa dei re d’Egitto.

    BASTONE DI ASCLEPIO

    Asclepio era il dio della salute nell’antico pantheon greco. Il nome latinizzato del dio era Esculapio. 

    Il bastone di Asclepio simboleggia le arti sanitarie, combinando il serpente – che con il cambiamento della pelle simboleggia la rinascita e la fertilità – con la verga, un semplice strumento.

    Il serpente sacro al dio Esculapio intende simboleggiare che gli infermi per guarire devono crearsi un corpo nuovo, ovvero lasciare l’antica pelle come fanno i serpenti ad ogni muta, in una sorta di ringiovanimento, di rinascita. 

    Inoltre gli antichi avevano un alto concetto di tale animale soprattutto per le acuzie della sua vista e della sua attenzione, prerogative indispensabili ai medici del tempo.

    Spesso il bastone di Asclepio viene confuso con il caduceo.

    CADUCEO

    Il caduceo era un simbolo del commercio ed è associato con il dio greco Ermes (Mercurio).

    Attualmente è spesso utilizzato erroneamente con il Bastone di Asclepio, associando il caduceo con la medicina, specialmente negli Stati Uniti. Storicamente i due simboli ebbero significati distinti. Il simbolo è inoltre usato in Italia sulle ambulanze.

    La sua immagine, raffigura due serpenti attorcigliati in senso inverso intorno ad una verga ornata d’ali.

    Metafisicamente il caduceo rappresentava la discesa della materia primordiale nella materia grossolana; fisiologicamente, invece, rappresentava le correnti vitali che scorrono nel corpo umano.

    Quindi i due serpenti raffigurano le polarità del bene e del male tenute in equilibrio dalla bacchetta del dio che ne controlla le forze. Sono le correnti cosmiche riferite sia all’universo che all’uomo nella complessità del suo organismo (macro- e microcosmo). Le ali simboleggiano il primato dell’intelligenza, che si pone al di sopra della materia per poterla dominare attraverso la conoscenza.

    Inoltre, il caduceo è un simbolo che veniva rappresentato sui monumenti egiziani costruiti prima di Osiride: astronomicamente la testa e la coda dei due serpenti rappresentavano i punti dell’eclittica in cui il Sole e la Luna si incontrano, quasi in un abbraccio.

    Figg. 1, 2 e 3: bastone di Asclepio
    Fig. 4: bastone di Asclepio e Caduceo
    Fig. 5: caduceo
    Fig. 6 e 10: simbolo ambulanza in Italia
    Figg. 7 e 8: dio Esculapio
    Fig. 9: varie rappresentazioni

  • David Lachapelle dedica una trilogia a Michael.

    www.davidlachapelle.it/

    www.lachapellestudio.com/

    Cuore Sacro (particolare)
    Sacro Cuore e Pietà
    Arcangelo Michele + particolare
  • ANALISI DI INVINCIBLE

    Questa copertina si presenta in modo apparentemente semplice.

    Se si nota con maggiore attenzione però, si può vedere che l’occhio destro di Michael è diverso da quello sinistro. Ha il cosiddetto “effetto pixel”. 

    Non è tanto il tipo di effetto a essere importante, ma il fatto che sia differente.

    Michael ha sempre riposto molta importanza negli occhi, soprattutto nell’occhio “singolo”, come a ricordare il cosiddetto occhio onniveggente.

    Lo stesso “occhio pixelato” lo troviamo sul retro del cd.

    Un altro particolare degno di attenzione aprendo il booklet è una rosa disegnata in seconda pagina. Badate bene che anch’essa ha, in parte, l’effetto pixel, come a richiamare l’occhio destro.

    A me personalmente mi sembra un po’ “buttata lì”, nonostante sia inerente a una dedica alla grandissima Carol Bayer Sager.

    Un’altra rosellina è presente verso le ultime pagine nella sezione delle dediche. Questa volta è rivolta a Benjamin Hermansen, un ragazzino norvegese di origini africane, ucciso da alcuni neo-nazisti. (http://en.wikipedia.org/wiki/Murder_of_Benjamin_Hermansen

    Tempo fa un lettore di questo blog, che saluto – Ciao Lacrimosa! -, ha fatto notare la sua convinzione che MJ appartenesse ai Rosa+Croce. Ovviamente uno dei loro simboli distintivi, usato molto spesso come firma, è appunto la rosa.

    La caratteristica a mio parere più eclatante, però, è uno strano disegno che appare a piena pagina all’interno del booklet. Disegno che contrasta un po’ a livello grafico con tutto il resto.

    E’ stato realizzato da Uri Geller, che viene citato anche nelle dediche: “You are amazing!”, scrive Michael.

    Ma chi è questo Uri Geller?

    Uri Geller è un personaggio, apparso più volte in TV, che sostiene di avere dei poteri psichici.

    Secondo i media e secondo lo stesso Geller, quest’ultimo e Michael sono stati molto amici.

    Per maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Uri_Geller

    Il disegno è un “papocchione” di tanti mini-disegni e scritte.

    Disegni:

    • un uomo e una donna (sembrano arrabbiati)
    • la donna sembra avere un UFO al posto del cappellino (dallo stesso nasce una scia)
    • un pesce, forse a indicare che siamo nell’era dei Pesci (Gesù ha come simbolo il pesce)
    • due piramidi e un cubo (con una fiamma su ciascun angolo)
    • una testa d’aquila (anche se il pennacchio rimanderebbe più a una fenice)
    • un occhio (ma dai?). Da notare il fascio di luce attorno. 
    • una stella cometa
    • una specie di yin yang stilizzato, che ricorda più un sole
    • un pentacolo
    • alcune stelle (sempre a cinque punte)
    • alcuni cuori
    • alcune frecce
    • una conchiglia
    • una croce che assomiglia a quella di San Benedetto (con forti poteri di guarigione)
    • il simbolo dell’infinito
    • il simbolo del segno zodiacale dei pesci (idem come sopra)
    • un simbolo che, per gli indiani d’America, assomiglia a quello che indica rispetto e gratitudine (tra lo “yin yang” e l’occhio); oppure lo stesso può rappresentare il femminino sacro e il simbolo maschile
    • un altro simbolo dei nativi americani che ricorda quello per rappresentare forza, fiducia e forza fisica (il triangolo tra l’UFO e la piramide centrale)

    Scritte:

    • Michael
    • Paris
    • Prince
    • Peace
    • Love
    • Uri
    • 29-Aug-1958 (data di nascita di MJ), posta sopra al pesce…
    • una serie di punti esclamativi
    • una serie di numeri 4
    • dei segni che assomigliano alle rune
    • la firma di Uri Geller (fuori dal perimetro del disegno)

    Più tutta una serie di segni e tratti non ben definiti.

    Il perimetro mi ricorda un po’ la firma di Michael “looppata”. Probabilmente a delineare il suo mondo. 

    Un’ultima curiosità, solo a titolo informativo, è l’emulazione della copertina di un album di Diana Ross, “Blue”. 

    Di “Invincible” sono state stampate 5 copertine di colori diversi.