Il giorno 11 giugno sono iniziati i Mondiali di Calcio, ospitati da tre Paesi: Messico, USA e Canada. Come ben sappiamo, ogni grande evento sportivo è preceduto da una cerimonia di apertura in cui si esibiscono vari performer. La maggioranza delle persone guarda questi eventi solamente come mero spettacolo di intrattenimento. Ma se si guarda con un occhio più attento, i loro scopi vanno ben oltre.

Se ci pensate, ogni forma di rito (piccolo o grande che sia), richiede un raggruppamento di persone che si uniscono per dare la propria energia: la celebrazione di una messa, un matrimonio, un funerale, una festa di compleanno, un anniversario, ecc.

Il rito può essere anche individuale, ma risulta meno potente.
Oltre alla canalizzazione di energia, ogni rito ha delle caratteristiche comuni:

- un altare (o un palco)
- un mediatore (un sacerdote, un celebrante, o un presentatore)
- oggetti sacri o simbolici
- la musica che enfatizza le frequenze
- un testo (una canzone, una preghiera, una mantra, una formula magica o un discorso) - la persona (o le persone), o animali oggetti del rito
- le persone che vi assistono e che danno la loro energia

Un evento come la cerimonia di apertura dei Mondiali di Calcio è un evento che contiene tutte queste caratteristiche, a partire dal nome stesso “cerimonia”.
Inoltre catalizza l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo e tutte nello stesso momento. Quindi quale contesto migliore per poter raccogliere un’enorme quantità di energia di massa?

In più, se si osserva bene, la cerimonia è pregna di simbologie rituali sacrificali che racchiudono nello stesso tempo elementi di: massoneria, Illuminati e cultura azteca.

Ed è per questi motivi che la cerimonia di apertura dei Mondiale si può considerare un enorme rito massonico/azteco durante la stagione della raccolta del mais.



L’ORIGINE MASSONICA

Come detto in precedenza, questi Mondiali sono ospitati da tre Paesi: Messico, USA e Canada. Innanzitutto ricordo come il continente americano sia stato colonizzato dai padri fondatori, provenienti dall’Europa, di stampo massonico.
Inoltre lo sport del calcio (così come molti altri sport), è stato concepito e strutturato dai massoni. Basti pensare al numero dei giocatori per squadra, alle misure e alla geometria del campo, al pallone con i suoi esagoni, alla forma delle porte che ricordano le due colonne Boaz e Jachin, i trofei, ecc. Insomma tutto ricorda il Tempio di Salomone.


L’ORIGINE AZTECA

Riassumo brevemente quanto ho appreso studiando gli aztechi (consiglio di leggerlo per una maggiore comprensione successiva):

Per gli aztechi, il sacrificio umano non era un atto di crudeltà gratuita o di pura sottomissione, ma una necessità cosmica vitale: era l'unico modo per evitare che il sole si spegnesse, facendo piombare l'universo nel buio e nel caos definitivo.

Nella mitologia azteca, la storia dell'universo è divisa in cinque grandi ere, chiamate "Soli". Ogni era si è conclusa con una catastrofe cosmica causata dallo scontro di potere tra le due divinità supreme: Tezcatlipoca (lo specchio fumante) e Quetzalcoatl (il serpente piumato)



Le 4 ere precedenti (I quattro Soli)

1. Primo Sole: Nahui Ocelotl (Giaguaro)

◦ Dominatore: Tezcatlipoca.
◦ Abitanti: Giganti che si nutrivano solo di ghiande.
◦ Fine: Quetzalcoatl colpì Tezcatlipoca facendolo cadere in acqua. Tezcatlipoca si trasformò in un enorme giaguaro e divorò tutti i giganti, distruggendo il mondo.

2. Secondo Sole: Nahui Ehecatl (Vento)

◦ Dominatore: Quetzalcoatl.
◦ Abitanti: Esseri umani che si nutrivano di pinoli.
◦ Fine: Tezcatlipoca spodestò Quetzalcoatl. Grandiosi uragani e tempeste devastarono la Terra. Gli umani sopravvissuti vennero trasformati in scimmie per potersi aggrappare agli alberi.

3. Terzo Sole: Nahui Quiyahuitl (Pioggia)

◦ Dominatore: Tlaloc (dio della pioggia e del fulmine).
◦ Abitanti: Umani che si nutrivano di sementi acquatiche.
◦ Fine: Quetzalcoatl fece piovere un terribile fuoco celeste (pioggia di lava e ceneri). Il mondo bruciò e gli uomini sopravvissuti vennero trasformati in uccelli (come i tacchini).

4. Quarto Sole: Nahui Atl (Acqua)

◦ Dominatrice: Chalchiuhtlicue (dea delle acque dolci e moglie di Tlaloc).
◦ Abitanti: Umani che si nutrivano di un seme selvatico chiamato acencintli.
◦ Fine: Il cielo crollò e la Terra subì un catastrofico diluvio universale durato 52 anni. Gli esseri umani sopravvissuti si trasformarono in pesci.



La Quinta Era: Nahui Ollin (Movimento / Terremoto)

La quinta era è quella attuale, in cui viviamo oggi.

• Il significato del nome: Ollin in lingua nahuatl significa "movimento" o "terremoto". Questa era è governata da Tonatiuh, il dio del Sole splendente.

• La nascita del Sole: gli aztechi credevano che questo Sole fosse nato a Teotihuacán attraverso il sacrificio volontario degli dei, che si gettarono in un grande rogo per dare luce e movimento al cosmo.

• La profezia della fine: poiché il Sole attuale è nato dal movimento e dal sacrificio, la profezia azteca stabilisce che questo mondo finirà a causa di devastanti terremoti (ollin). In quel momento cosmico, la Terra tremerà violentemente, i cieli crolleranno e i mostri del crepuscolo (le Tzitzimime, demoni stellari) scenderanno per divorare l'intera umanità.

Per questo motivo, gli aztechi consideravano il sacrificio umano un dovere cosmico vitale: offrendo il sangue (chalchihuatl, l'acqua preziosa), fornivano l'energia necessaria a Tonatiuh per continuare a muoversi nel cielo, rimandando il più possibile il giorno del catastrofico terremoto finale.



Il Mito del Quinto Sole: Tecuciztecatl e Nanahuatzin

Gli dèi si riunirono al buio intorno a un immenso falò sacrificale (il focolare divino) e chiesero: "Chi si farà carico di illuminare il mondo?". Si fecero avanti due volontari: Tecuciztecatl e Nanahuatzin.

1. Tecuciztecatl (Il dio superbo)

Era ricco, forte, bellissimo e vestito di abiti lussuosi. Offriva agli dèi oro, pietre preziose e piume di quetzal. Era il candidato ideale, sicuro di sé e spavaldo.

2. Nanahuatzin (Il dio umile)

Era povero, malato, coperto di piaghe e vestito solo di carta straccia. Non avendo ricchezze, offriva come sacrificio i suoi stessi dolori, aghi di maguey bagnati del suo sangue e la sua devozione. Veniva deriso da tutti.



La Prova del Fuoco

Per quattro giorni i due dèi digiunarono e si purificarono. Poi, giunse il momento cruciale: gettarsi nel fuoco sacro.

1. Il fallimento della superbia: toccò prima a Tecuciztecatl. Si lanciò verso le fiamme, ma il calore era così mostruoso e terrificante che d'istinto si tirò indietro. Ci riprovò per tre volte, e per tre volte la paura lo paralizzò.

2. Il coraggio dell'umiltà: gli dèi chiamarono allora Nanahuatzin. Lui non esitò un solo istante. Chiuse gli occhi, corse verso il focolare e si gettò nel fuoco, bruciando immediatamente nel silenzio generale.

3. Il riscatto della vergogna: Tecuciztecatl, vedendo il coraggio del dio malato, trovò finalmente la forza e si buttò a sua volta nel fuoco subito dopo.



La Lotta dei Due Soli

Dopo il sacrificio di Tecuciztecatl e Nanahuatzin, gli dèi rimasero in attesa, guardando verso l'orizzonte per capire da dove sarebbe nata la luce.
All'improvviso, a est, il cielo divenne rosso fuoco e spuntò Nanahuatzin, trasformato in Tonatiuh, il Quinto Sole, splendente e accecante. Poco dopo, però, dallo stesso punto sorse anche Tecuciztecatl, trasformatosi in un secondo sole altrettanto luminoso.

Il mondo si trovò così ad avere due soli identici. La terra bruciava, la luce era troppa e l'equilibrio cosmico era a rischio. Gli dei compresero che due soli non potevano coesistere.



La soluzione: Il Colpo di Coniglio

Uno degli dèi (spesso identificato con Ehécatl-Quetzalcoatl) prese un coniglio dalle lunghe orecchie e lo scagliò con incredibile forza dritto in faccia al secondo sole (Tecuciztecatl).
L’impatto dell'animale ne attenuò la lucentezza, scurendolo per sempre. Quel secondo sole divenne Metztli, la Luna.
Ancora oggi, se si guarda la luna piena, si può vedere chiaramente la sagoma del "coniglio" stampata sulla sua superficie.



Il nutrimento del Sole e le Guerre Fiorite

Il legame tra gli Aztechi e il cosmo era basato su un concetto di "dovere e sacrificio". Gli dèi si erano sacrificati per creare il mondo, e gli uomini dovevano fare lo stesso per mantenerlo in vita.

Gli Aztechi credevano che il Sole fosse esausto e che per risorgere ogni mattina e sconfiggere le tenebre avesse bisogno di energia vitale: il sangue umano. Da qui l'origine delle "Guerre Fiorite", combattute non per conquistare terre, ma per catturare prigionieri da offrire agli dèi.



I calendari aztechi

Prima di procedere con l’analisi dell’evento è doveroso quantomeno accennare i due calendari aztechi.

Gli Aztechi utilizzavano un sistema di due calendari simultanei, il cui incastro ciclico creava una sorta di "secolo" azteco.

Il Calendario Solare: Xiuhpohualli
• Durata: 365 giorni.
• Struttura: diviso in 18 mesi di 20 giorni ciascuno.
• I giorni perduti: alla fine dell'anno venivano aggiunti 5 giorni infausti (chiamati
Nemontemi), dedicati al digiuno e alla riflessione, durante i quali si evitava di fare qualsiasi attività importante per non attirare la sfortuna.
• Scopo: regolava la vita civile, i cicli agricoli e le grandi feste pubbliche.

Il Calendario Rituale: Tonalpohualli
• Durata: 260 giorni.
• Struttura: un incastro matematico tra 20 segni/simboli dei giorni e 13 numeri.
• Scopo: era un calendario sacro e divinatorio. Veniva usato dai sacerdoti per fare oroscopi, predire il destino dei nascituri e stabilire i giorni propizi per la guerra o i rituali.



Il Ciclo di 52 anni (Xiuhmolpilli)

I due calendari partivano insieme e tornavano a coincidere esattamente ogni 52 anni. Questo allineamento era percepito come un momento di enorme transizione psicologica e religiosa: gli Aztechi celebravano la cerimonia del Fuoco Nuovo, distruggendo i vecchi beni e riaccendendo un fuoco sacro sul petto di una vittima sacrificale per assicurarsi che il sole sorgesse per un altro ciclo di 52 anni, evitando la fine del mondo.
Curiosità: nel 2028 inizierà un nuovo ciclo di 52 anni.



L’anno del Coniglio

Il primo giorno dell’anno 2026 secondo il calendario azteco, ha coinciso con il 12 marzo del calendario gregoriano.
Secondo il calendario azteca, il 12 marzo 2026 coincide con il segno del giorno del coniglio (uno dei 20 simboli di cui parlavo prima), quindi di conseguenza l’anno del 2026 è sotto il segno del coniglio.



La Piccola Festa dei Signori

I Mondiali sono iniziati il giorno 11 giugno e termineranno il 19 luglio.
Per gli aztechi il periodo giugno/luglio corrispondeva al settimo mese, detto la Piccola Festa dei Signori, in cui si venerava la divinità Huixtocihuatl (dea del sale e dell'acqua salata).
Durante questo periodo veniva sacrificata una giovane donna, scelta per impersonificare la dea Huixtocihuatl per assicurare l’abbondanza dei raccolti di mais.

La donna veniva vestita con abiti cerimoniali finemente ricamati con motivi d’acqua.
Veniva adornata con conchiglie marine e sul capo portava una corona di carta pregiata coperta di piume verdi e disegni floreali.

Prima del sacrificio, per circa dieci giorni, la giovane donna non veniva isolata, ma anzi festeggiava ed era al centro della comunità. Guidava le danze rituali insieme alle donne della gilda dei produttori di sale. Il popolo cantava intorno a lei, le porgeva omaggi e ballava tenendo lunghe corde di fiori. La donna-dea camminava e danzava tra la sua gente, incarnando la gioia e la prosperità che il sale e l'acqua portavano alla società.

Un altro della festa era Xochipilli, il "Principe dei fiori", dio della musica, della danza, dell'amore e del mais tenero. La città veniva interamente decorata con spettacolari fiori acquatici appena sbocciati grazie alle prime piogge.

Alla fine dei giorni di festa, esattamente il ventesimo e ultimo giorno del settimo mese, la donna veniva condotta al tempio principale, il Templo Mayor, nella capitale azteca di Tenochtitlán, che corrisponde all’attuale Città del Messico.
Sul punto più alto del tempio-piramide, la donna veniva sacrificata.
In questo specifico rito, i sacerdoti usavano uno strumento speciale, talvolta descritto come un oggetto tagliente ricavato dal muso di un pesce sega o di una creatura marina, per l'atto cerimoniale sul collo, prima di procedere con la classica estrazione del cuore per offrirlo agli dei.

Per gli Aztechi, questo rito non era vissuto come una punizione o un atto di crudeltà gratuita, ma come un onore supremo e una necessità cosmica. Credevano che l'energia della dea dovesse essere periodicamente "rinnovata" attraverso il sangue per garantire che le fonti di sale non si esaurissero e che l'equilibrio della natura continuasse, permettendo al popolo di sopravvivere.

Location: Estadio Azteca, Città del Messico

Data: 11 giugno

Foto 1: aerea dello stadio che ricorda un occhio. Simbolo degli Illuminati.
Foto 2-3-4: il palco che ricorda chiaramente un tempio sacrificale azteco che, a sua volta, rappresenta l’altare sacrificale. Intorno: quello che sembra proprio una rappresentazione del sole. Quindi la venerazione del sole e il sacrificio di umani per tenere acceso il sole stesso, secondo gli aztechi. Ancora più esternamente la tifoseria che, ignara, dà forza ed energia a questo sacrificio “simbolico”. Sul questo palco/altare si esibiranno diversi performer... le vittime sacrificali.
Nel complesso rappresenta il simbolo Ollin (movimento/terremoto che appartiene al Quinto Sole, la nostra era). E ovviamente perché non presentarlo sottosopra? (Foto 3).

Simbolo Ollin (foto)

Lo “spettacolo” inizia con l’inquadratura del sacerdote cerimoniale.
Nella foto 2 si può notare bene che ha un occhio dipinto/coperto, come simbolo degli Illuminati.
Un tamburello con una spirale.

Nella cultura azteca:
Quetzalcoatl, il Serpente Piumato, è una delle divinità più importanti della mitologia mesoamericana, associato a vento, conoscenza, fertilità e alla dualità tra terra e cielo.
L'elemento della spirale è un simbolo fondamentale legato al suo culto e alle sue leggende, con significati che spaziano dal respiro del vento ai cicli cosmici.
Ehecatl (dio del vento), il suo simbolo principale è una conchiglia tagliata a spirale. Questa spirale (rappresentata come un ricciolo o un'onda) simboleggia il movimento dell'aria, il respiro vitale e i vortici di vento che precedono la pioggia.
Nella cosmologia azteca, il tempo e la storia dell'umanità sono ciclici. La spirale rappresenta l'eterno ritorno, la creazione e la distruzione delle ere cosmiche.

In generale:
La spirale può essere oraria o antioraria.
La spirale oraria canalizza l’energia, viceversa quella antioraria la rilascia.
Qui abbiamo una spirale oraria, quindi serve per canalizzare l’energia degli spettatori.
Il colore rosso rappresenta un’energia maschile (a livello archetipico), quindi un’energia attiva. Curiosità: negli ultimi anni la spirale è anche diventata un codice per identificare la p3d0filia.
Subito dopo il sacerdote, appare la cantante messicana Lila Downs che apre ufficialmente la cerimonia con un monologo intitolato “One Heartbeat” (“un unico battito”), come se fosse un vero e proprio rito cerimoniale, in cui tutti i “battiti” della gente che assiste alla cerimonia, si dovessero sincronizzare in un unico battito cardiaco.
E qui vi metto una “chicchetta” che in pochissimi avranno notato: “casualmente” sui led degli spalti (foto 3), compare la frase “Let’s do it together” (“facciamolo insieme”). E’ l’equivalente di un prete che dice: “preghiamo insieme”. C’è quindi l’intento che tutte le energie dei presenti (spettatori fisicamente allo stadio, ma anche quelli che guardando l’evento alla tv), si canalizzassero (con la spirale sul tamburo), tutti sulla stessa frequenza. Frequenza ovviamente voluta dagli artefici della cerimonia.
Abbiamo di fatto la potenza dell’unisono in una determinata frequenza.
Questa è quindi, come spiegavo prima, la rappresentazione del sacrificio della giovane donna che “incarnava” la divinità Huixtocihuatl durante la Festa Piccola Festa dei Signori.
Giovane donna adornata da conchiglie (foto 2), e sacrificata da quattro sacerdoti su un altare (foto 4).
Tra l’altro i colori oro e argento mi ricordano quelli del sole e della luna. Racconto che richiama il Quinto Sole, la nostra era. Il Quinto Sole del movimento, o meglio, del terremoto.
Notiamo infine come in tutta questa la scena siano presenti degli specchi (foto 1-2). Gli specchi sono legati all’ossidiana, la quale era il materiale usato per fabbricare sia i coltelli sia i famosi specchi divinatori aztechi.
Belinda. Se vi spiegassi questo simbolo, insulterei la vostra intelligenza.
Alla fine dell’esibizione di Belinda, scoppiano questi fuochi d’artificio (foto 1) che, oltre a ricordare la cultura azteca, a me ricordano i denti di questi simpaticissimi e amorevoli coniglietti (foto 2), che arrivano immediatamente dopo, e che in termini tecnici è un match-cut semplicemente geniale.
Ovviamente le mie parole sono ironiche.
I famosi pupazzetti, ma di cui non ricordo il nome e di cui non voglio neanche informarmi, ricordano l’anno del coniglio, il 2026.
Mi sembra quasi superfluo sottolineare le scritte “the monsters” sulla maglietta e “goat” sulla bandierina. “Goat” in gergo significa “numero 1”, ma significa anche “capra”, che richiama il Bafometto o Pan. Infatti bisognerebbe fare attenzione a come si usa.
Appena inquadrati, uno dei due conigli tiene in mano dei pop-corn: come non pensare al mese del raccolto di mais per gli aztechi, come spiegato prima.
Infine le persone in abiti colorati che fanno da coreografia, formano il simbolo dell’elemento “movimento/terremoto” nel calendario sacerdotale (foto 1).
Successivamente gli amorevoli coniglietti presentano J Balvin, cantante colombiano, che arriva a bordo di una finta macchina che sembra proprio la pelle di un rettile!
Nella sua firma, inoltre, è presente un fulmine (Foto 1). Questo mi ricorda uno dei trattamenti usati nell’MK-Ultra, ovvero l’elettroshock. Il simbolo del fulmine è stato utilizzato per molti altri cantanti, per esempio Lady Gaga o David Bowie.
Vorrei aprire una parentesi. Ammetto che non conosco la maggior parte dei cantanti che si sono esibiti in queste cerimonie. Ma mi è sembrato di percepire che abbiano dato molta più importanza a J Balvin, anche a livello di diversificazione simbolica.
Infatti tutti i cantanti uomini indossavano occhiali da sole. A differenza degli altri, J Balvin a un certo punto toglie gli occhiali (facendo un occhiolino), e sale sul palco/altare. I ballerini intorno invece indossano gli occhiali e guanti neri.
Il momento in cui J Balvin si tocca la testa, come a dire che gli è scattato qualcosa nella sua mente (foto 1). Subito dopo si toglie gli occhiali (foto 2), e fa l’occhiolino rivelando il simbolo dell’occhio onniveggente (foto 3). Successivamente si dirige verso il palco/altare venerato dai ballerini che indossando occhiali e guanti neri (foto 4).
J Balvin si esibisce sul palco/altare al centro dei ballerini che formano un triangolo/piramide (foto 1-2-3).
I ballerini indossano la spilla di un fiore, probabilmente a indicare le Guerre Fiorite, in cui si catturavano prigionieri da sacrificare, come spiegavo prima (foto 2-3).
L’esibizione si conclude con il gesto delle corna da parte dei ballerini e J Balvin al centro (foto 4). In conclusione potrei quasi dire che J Balvin abbia subito un rito di passaggio. Bisognerebbe seguire la sua carriera nel prossimo periodo per capire gli eventuali risultati.
Come per J Balvin, anche i Manà e Danny Ocean indossano abiti rossi e occhiali da sole.
I vestiti rossi sono segno di sacrificio. Tutti i cantanti nello star system americano a un certo punto della loro carriera indossano tali colori, a indicare che hanno sacrificato una parte di loro stessi per il successo. D’ora in avanti sono ufficialmente i burattini-schiavi dell’industria musicale.
Gli occhiali da sole indicano che la persona che li indossa guarda la vita attraverso un filtro. In pratica non vedono la realtà per come veramente appare.
Per questo motivo, come spiegavo prima, mi sembra differente il caso di J Balvin in cui toglie gli occhiali.
Ed eccoci qua con Andrea Bocelli.
Bocelli sembra sia diventato il gran cerimoniere di eventi internazionali (lo ricordiamo per Sanremo 2026 mentre arrivò in sella a un cavallo bianco - in seguito gli approfondimenti).
Anche lui indossa abiti rossi e occhiali scuri, ovviamente per la sua cecità, ma probabilmente per indicare la massima distorsione della realtà. Consideriamo anche che Bocelli è il più anziano e il più famoso performer della cerimonia.
Insomma c’è chi copre solo un occhio, chi li copre entrambi e chi non vede completamente.

Bocelli canta l’inno ufficiale della competizione intitolato “DNA” insieme alla cantante sudcoreana EJEA.
Anche qui sono presenti i fiori cuciti sui vestiti (foto 2).
Come già detto, lui indossa una giacca rossa (colore del maschile e del fuoco), mentre lei indossa un abito blu (colore del femminile e dell’acqua).
In questo mondiale sembra che il colore rosso, associato al fuoco e al maschile, sia predominante (questo vale anche per le squadre di calcio).

I due si esibiscono all’interno di un cerchio con al centro un palco a forma di esagono.
Sappiamo tutti che l’esagono simboleggia il pianeta Saturno venerato dall’élite (foto 4). Ovviamente il tutto “camuffato" da pallone da calcio (tra l’altro inventato dalla massoneria).
Shakira si esibisce insieme a Burna Boy con la canzone “Dai Dai”, inno ufficiale dei Mondiali. Anche qui i due cantanti hanno occhiali da sole.
Altra occasione per mostrare un unico occhio, con tanto di lingua, come la dea Kali (foto 4).

Qui abbiamo tre colori: giallo, bianco e grigio.
Senza approfondire troppo, le fasi alchemiche (Magnum Opus) sono i vari stadi di trasformazione della materia e della coscienza. Partono dall'oscurità della Nigredo (nero), passano per la purificazione dell’Albedo (bianco) e l'illuminazione della Citrinitas (giallo).
Quindi potremmo pensare che Shakira, essendo vestita di giallo, sia nella fase di “illuminazione” (d’altronde è già il secondo mondiale in cui partecipa come “madrina”).
Burna Boy, vestito di grigio - che non è nient’altro che un nero sbiadito -, invece sta iniziando la fase di completamento della Nigredo. Potreste esclamare: “No, aspetta! Ma la Nigredo è la fase iniziale. Dovrebbe tendere all’Albedo!”
Ed è proprio qui l’inghippo. “Loro” fanno funzionare le cose al contrario.

Ma veniamo a ben tre giochi di parole:
- il titolo della canzone “Dai dai”: è preso dall’esclamazione italiana che indica incitamento. Ma se sentito come se fosse in inglese, diventa “die die”, che assume decisamente un altro significato;
- Burna Boy: sarebbe “burn a boy” (brucia un ragazzo);
- Shakira: ricorda la parola inglese “shake” che significa: scuotere, agitare, traballare, terremoto, ecc. La parola “shak” viene mostrata da Shakira (foto 2)

Location: BMO Field, Toronto

Data: 12 giugno

Il trionfo del rosso.
Ok, fa sicuramente parte della bandiera canadese, ma continuiamo con il colore del fuoco e del sacrificio.
Dall’inquadratura aerea si evince il classico occhio inserito nella foglia d’acero della bandiera canadese (foto 1)
Anche in Canada la maggior parte dei cantanti vestono di rosso e indossano occhiali da sole (foto 1).
Una cantante si esibisce al centro del mondo, che sembra una sorta di una gabbia (foto 2).
I ballerini trasportano degli esagoni d’oro (foto 3), che andranno a comporre il mondo dorato (foto 4)
Vediamo Elyanna, cantante palestinese con cittadinanza israeliana di origini cilene, che si esibisce con la canzone “Illuminate” insieme a Jessie Reyez, vestita in rosso.
Elyanna mostra più volte un finto tatuaggio disegnato sul palmo della mano, in cui è rappresentato un pallone-sole (foto 1).
Improvvisamente una grossa coppa del mondo emerge, gonfiandosi, dal palco. La texture ricorda quella di un serpente (foto 4). Nel mentre inquadrano Elyanna mentre imita un serpente (foto 3).
Le due cantanti per tutto il tempo danzano con passi rituali (foto 2-4).
Anche Michael Bublé si esibisce sul palco a forma di esagono insieme a un coro gospel. Veste di nero, mentre il coro gospel di bianco.
Per l’occidente il coro gospel rappresenta la musica più vicina a Dio per eccellenza. Sembra quasi che Bublé cerchi aiuto nel coro. Ho avuto questa impressione.

Location: SoFi Stadium, Los Angeles

Data: 13 giugno

A un certo punto dell’esibizione di Future e Tyla vengono srotolati degli enormi tappeti rossi a formare le lettere LA (Los Angeles). Le lettere LA ricordano inoltre un insieme di rune. A seconda delle diverse combinazioni di rune, si possono avere significati diversi, dalla vittoria fulminea alla distruzione con grandine.
Bisognerebbe dedicare un intero articolo per questo simbolo!
Ovviamente ricorda anche il simbolo massonico del compasso e squadra.

Da notare inoltre l’enorme tappeto che ricorda una ragnatela stilizzata (la ragnatela intrappola o collega a seconda del significato). Oppure potrebbe ricordare un labirinto, sempre stilizzato. O ancora un edificio visto dall’alto, magari proprio il Tempio di Salomone.
Un altro elemento scenografico sono i palazzi e grattacieli tipici di Los Angeles (o in generale delle grandi città), che spuntano dal palco/altare. I palazzi sono inclinati come se cadessero. E tutti noi sappiamo come questo possa essere inquietante (foto1).

In generale i cantanti a Los Angeles sono vestiti di bianco (nuovi schiavi?). E anche in questa occasione l’uomo, Rema, indossa occhiali, anche se non sono scuri.
Rema indossa inoltre un ciondolo che sembra una sorta di divinità. (foto 2).
Come per il duetto Bocelli-EJEA, anche per Future gli abiti sono rossi e per Tyla sono blu. Va bene, possono ricordare la bandiera statunitense.
Ovviamente lui indossa occhiali scuri e sul petto ha cucito un fiore, come per le esibizioni in Messico, che ricorda le Guerre Fiorite. Ricordo che gli aztechi catturavano prigionieri per estrarne il cuore come rito sacrificale (foto 1).
Anche Katy Perry si esibisce sul palco/altare esagonale (foto 2), come del resto tutti i cantanti più conosciuti a livello internazionali.
Insieme a lei canta un bambino.
Questa è l’analisi generale di questa cerimonia. Bisognerebbe approfondire tanti altri dettagli, per esempio i testi delle canzoni e soprattutto il monologo iniziale di Lyla, la donna con le conchiglie. Questa cerimonia è stata un’enorme simulazione di un rito sacrificale azteco durante il culto del sole e del raccolto.
E’ emersa una forte energia maschile, con il colore rosso e il fuoco. D’altronde, se vogliamo fare un paragone di culture, per i cinesi è l’anno del cavallo di fuoco.
Il fuoco ha caratterizzato diversi avvenimenti a livello internazionale: dall’incendio a Crans Montata a quelli di diverse chiese. In generale anche dalle guerre tuttora in corso. E in questo Mondiale a livello musicale: Burna Boy, Dai dai, Illuminate, Che calor!
Il cavallo: Bocelli che arriva in sella a un cavallo a Sanremo; Papa Leone che riceve in dono un cavallo; il cavallo “insanguinato” che corre tra le vie di Londra; sfilate di moda con cavalli come scenografia.
Ma anche il terremoto: sappiamo bene del terribile avvenuto in Venezuela, Shakira, l’era del terremoto per gli aztechi.
Ora non ci resta che guardare cosa succederà in futuro.
E se questi mondiali seguono veramente le orme degli aztechi, per la cerimonia di chiusura, non mi stupirei di vedere dei bambini come protagonisti, per la commemorazione dei bambini defunti secondo ‘La Piccola Festa dei Morti’ per gli aztechi. E nella vita quotidiana, non mi stupirei di vedere ancora più fuoco con magari incendi brutali.

Questo articolo è solo il frutto dei miei studi e analisi. Non è detto che corrisponda alla verità. Ma voi, in ogni caso, drizzate le antenne!

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